martedì 17 marzo 2015

Da Shazam alla stampante 3D: il potere è nelle immagini del futuro

Dopo aver spopolato sul mobile nell'individuare brani musicali, Shazam si evolve e progetta la conquista del riconoscimento per immagini. Il tutto aleggia ancora nel mistero ma la notizia ci fa subito pensare al rilevamento degli oggetti nella stampa 3D.


Quante volte è capitato di ascoltare per radio un brano musicale e non riuscire a ricordarsi il titolo o di non conoscerlo affatto e per venirne a capo si provava a digitare su Google pezzi di frasi?
Shazam ha semplificato la vita di 100 milioni di utenti attivi al mese grazie al riconoscimento di canzoni vecchie e nuove anche in meno di 1 secondo.
Shazam nasce nel 2002 a Londra, allora conosciuto con un altro nome o meglio, con un altro numero: 2580. Chiamando infatti queste quattro cifre si faceva ascoltare il brano sconosciuto ricevendo per sms il titolo della canzone.

Tempo ne è passato e il numero da chiamare si è trasformato e cresciuto, aggiungendo funzionalità diverse, creando collegamenti con altre applicazioni come Spotify e Deezer per l'ascolto e l'acquisto diretto dei brani ma accaparrandosi anche altre app competitrici come Soundhound e Midomi.



I tre passaggi fondamentali di Shazam per riconoscere una canzone.

La differenziazione sul mercato in questi casi è fondamentale e Shazam ha in serbo una grande sorpresa per i suoi utenti e i potenziali tali, ricorrendo al potere evocativo delle immagini.
Durante il Mobile World Congress di Barcellona, il CEO di Shazam, Rich Riley ha infatti rivelato alla rivista Reuters che presto l'app sarà in grado di riconoscere le immagini cliccando sullo stesso bottone a S. 


Ma come funziona la ricerca per immagini? 

In realtà non è ancora del tutto chiaro, poiché il progetto è ancora in fase embrionale ma si vocifera che basterà fotografare l'oggetto per risalire ad alcune informazioni. Dall'immagine di copertina di un DVD al re-indirizzamento alla colonna sonora o si pensa anche alla scansione del codice a barre di una confezione di alimenti per scoprirne calorie e valori nutrizionali.
Il metodo di ricerca per immagini e di scansione di un codice però, non è del tutto innovativo. Basti pensare all'esistenza del QR Code che decodifica un simbolo bidimensionale rimandando ad informazioni approfondite sul locale o sull'oggetto o a Google Goggle che utilizza le immagini per indicare di cosa si tratta.
Si parla anche di eventuali collaborazioni con queste applicazioni già esistenti, ma per accaparrarsi altre fette di mercato e fare la differenza Shazam potrebbe puntare ad altri settori in crescita, come la stampa 3D ad esempio.

Chissà che l'app della musica non pensi a sviluppare così tanto la funzionalità della ricerca per immagini per creare e riprodurre tramite stampante 3D l'oggetto appena scansionato. O diventare essa stessa un nuovo software per la stampa tridimensionale e approdare su un nuovo mercato, in costante espansione.
L'Apple store già offre alcune applicazioni con cui scattare foto in 3D, rendendo l'iPhone uno scanner per la terza dimensione, pronto per essere collegato alla stampante 3D.


Ma cos'è esattamente la scansione e la stampa 3D? 

La stampa 3D permette di creare in breve tempo un vero e proprio oggetto, stampando strato su strato tipi diversi di materiale a seconda dell'utilizzo e della natura dell'oggetto. I materiali più usati sono i polimeri ma trovano applicazione anche metalli, tessili e composti edibili.
La stampa 3D fa uso di modelli in 3D creati direttamente al computer o ottenuti tramite la scansione di un oggetto già esistente. Lo scanner 3D infatti, utilizza un laser per calcolare la distanza dall'oggetto, rilevarne tutte e tre le dimensioni dopodiché, tramite un apposito software, si possono decidere ed impostare i vari parametri di stampa.




Questa tecnica innovativa permette di realizzare elementi molto diversi tra loro e appartenenti a settori differenti come:

  • l'architettura e l' edilizia: un'azienda cinese ha costruito 10 case ricorrendo a pezzi stampati in 3D;
  • la sanità: le protesi in 3D permettono un'aderenza e una precisione dei movimenti meno difficoltosa;
  • l'educazione: l'azienda dei Lego ha dichiarato di voler produrre i mattoncini con questa nuova tecnica;
  • l'alimentare: la Barilla vuole utilizzare la stampa 3D per produrre nuovi tipi di pasta.
L'utilizzo a livello industriale di questa tecnologia che sfrutta le tre dimensioni permette di velocizzare molto il processo produttivo evitando sprechi di materie prime e allo stesso tempo di realizzare ad hoc e di personalizzare il prodotto finale senza costi aggiuntivi. Creare un prodotto unico, all'interno del processo industriale tradizionale che utilizza la catena di montaggio dando vita a oggetti standardizzati, diventa alquanto oneroso sia per l'azienda sia per il cliente.

La stampante 3D è quindi il futuro della creatività, del fatto in casa e della personalizzazione di massa tant'è che a cavalcare l'onda della stampa 3D ci sono anche alcune aziende italiane, di cui tre nel Nord Italia:
  • FABLAB a Torino, un laboratorio in cui creare i propri oggetti 3D utilizzando le tecnologie messe a disposizione dal centro, previa prenotazione
  • 3D HUBS a Milano che permette di individuare negozi ed attività milanesi che mettono a disposizione le stampanti 3D
  • STAMPA 3D a Bologna che con il progetto Mini–me offre la possibilità di creare un modellino di se stessi attraverso la scansione e la stampa 3D.

Un modellino Mini-me realizzato con la stampa 3D



Ma quanto costa stampare 3D?

Lo sviluppo e la crescente domanda della stampa in 3D sta abbassando notevolmente i costi tanto che una stampante 3D – prezzo che parte da 600€ - può essere acquistata anche da privati per riproduzioni e stampe personali.
La creazione di modelli tridimensionali, indispensabili per poter usare quel tipo di stampante, non è invece accessibile a tutti per via delle conoscenze dei software necessari. Per ovviare a questo problema ci hanno pensato altre aziende e startup, nate proprio con l'intento di fornire in open source modelli 3D da scaricare gratis e da utilizzare con la propria stampante a casa o a lavoro se si tratta di aziende. 

Se invece si vuole essere del tutto autodidatti, non è detto che in futuro la nuova funzionalità di Shazam accorra in nostro aiuto permettendoci di catturare un'immagine nelle tre dimensioni, di collegare il dispositivo mobile alla stampante 3D ed ottenere in poco tempo l'oggetto desiderato. 

E voi, cosa ne pensate del progetto di Shazam? Potrebbe veramente diventare uno strumento per la scansione e la stampa 3D industriale ed amatoriale? Cosa vi stampereste se ne avreste i mezzi?


Photocredits:
1Shazam
2Mini-Me