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giovedì 11 giugno 2015

Come fare pubblicità su Twitter

Anche Twitter permette di fare social media marketing attraverso la pubblicità a pagamento, scegliendo tra la sponsorizzazione dei tweet, degli account e delle tendenze.

twitter per il business
Anche su Twitter è possibile fare pubblicità a pagamento per il proprio business.


La scorsa settimana abbiamo visto alcune indicazioni su come un'azienda può sfruttare al meglio Facebook per il social media marketing. Da settembre 2014 anche Twitter ha iniziato a dare a tutti la possibilità di fare pubblicità sulla sua piattaforma. Vediamo allora alcune semplici dritte su come fare pubblicità su Twitter, a seconda che si scelga la via della sponsorizzazione dei tweet, dell'account o delle tendenze.

Tweet sponsorizzati

I tweet sponsorizzati, o promoted tweet, sono quelli che visualizzate prima nella timeline o nel momento in cui decidete di effettuare una ricerca. Ecco alcune cose da tenere a mente:

  • scrivete innanzitutto un messaggio accattivante, possibilmente corredato da un'immagine o da un video che aumenta l'engagement con i followers
  • usate le opzioni di targeting di Twitter per entrare in contatto con il pubblico giusto
  • una volta avviata la campagna, gli utenti che avete scelto come target vedranno il vostro post nella loro cronologia personale
  • il tweet sponsorizzato è contraddistinto sia dalla posizione prioritaria, che dalla scritta “Sponsorizzato da”
  • Il pagamento è di tipo CPE, ovvero Cost per Engagement. Questo vuol dire che pagherete solo se: l'utente clicca sul link contenuto nel tweet, risponde al tweet, retwitta o aggiunge il tweet ai preferiti. Le azioni che avvengono invece sui retweet non generano pagamento.

promoted tweet
Uno dei modi per fare pubblicità a pagamento su Twitter è attraverso i promoted tweet.


Account sponsorizzati

Gli account sponsorizzati, o promoted account, consentono di mettere il proprio account in primo piano. È importante sapere che:

  • i promoted account sono indicati dalla dicitura “Sponsorizzato”
  • appaiono all'utente qualora effettui una ricerca, nella barra laterale sinistra della timeline tra gli utenti suggeriti da seguire, nel widget “Chi seguire” nella parte destra delle schede Home e Notifiche, nel widget “Chi seguire” nella parte destra della pagina dei risultati di ricerca sulle Persone, nel widget “Chi seguire” nella parte destra della pagina profilo
  • lo scopo di un account sponsorizzato è quello di raggiungere sempre più follower, per questo il pagamento avviene per ogni nuovo contatto raggiunto
  • quando create il vostro account, potete fare una breve descrizione del perché la gente dovrebbe iniziare a seguirvi
  • potete targettizzare gli utenti da raggiungere in base alla zona o al sesso, ma anche rispetto agli utenti simili ai follower e i personaggi influenti nel proprio settore.

Tendenze sponsorizzate

Le tendenze sponsorizzate, o promoted trend, consentono di sponsorizzare gli argomenti popolari discussi sulla piattaforma. Se scegliete questa strada, acquisterete la presenza di un hashtag fra i topic più popolari per 24 ore, ma solamente in una determinata area geografica. Per un giorno quindi la vostra tendenza sarà al primo posto tra le 10 più popolari. Oltre a questo, è bene tenere presente che:

  • se siete un'azienda, la tendenza potrebbe riguardare il lancio o la presentazione di un nuovo prodotto ad esempio. Rendetela accattivante, in modo che gli utenti siano invogliati a cliccarci sopra
  • anche in questo caso potete avvalervi degli strumenti di targeting in base al paese, ma potete anche raggiungere un certo tipo di pubblico sparso in tutto il mondo
  • l'acquisto di una tendenza sponsorizzata, consente l'accesso ad un pannello di controllo, che permette di avere dati su: numero di visualizzazioni, numero di retweet ottenuti, numero di click, numero di risposte e nuovi follower.
promoted trends
Le tendenze sponsorizzate consentono di essere in cima ai 10 topic più popolari per 24 ore.


Costo della pubblicità a pagamento su Twitter

Come per Facebook, anche su Twitter potete impostare un budget giornaliero per ciascuna campagna, che verrà interrotta automaticamente una volta raggiunto l'importo senza alcuna spesa aggiuntiva. Si può fare un'offerta, decidendo l'importo massimo che si è disposti a spendere per click o per follower. È possibile modificare l'offerta in qualsiasi momento.




Anche su Twitter è possibile fare social media marketing, ma come sempre è importante tenere a mente alcuni consigli per ottimizzare al meglio il proprio tempo e le proprie risorse economiche. E voi, avete già utilizzato queste funzionalità di Twitter? Avete altri suggerimenti da darci?




Photocredits:

giovedì 28 maggio 2015

Periscope: il live streaming arriva anche su Android

Periscope, l'app per il video streaming di Twitter, è finalmente disponibile non solo per gli utenti dotati di dispositivi iOS, ma anche Android. Per i fedeli a Google l'applicazione prevede delle funzionalità esclusive, ma sicuramente nei prossimi mesi ci saranno altre novità e miglioramenti.

periscope
Periscope, la nuova app di Twitter, è finalmente disponibile per i dispositivi Android.


Periscope, la nuova app acquisita da Twitter e lanciata sul mercato lo scorso marzo sui dispositivi iOS, è finalmente disponibile anche per gli utenti Android che hanno il sistema operativo aggiornato almeno alla versione 4.4 KitKat. Prima di parlare di come funziona e delle nuove risorse dedicate agli utenti di Google, facciamo un passo indietro per spiegare a chi non è molto aggiornato sull'applicazione, a cosa serve e qual è il suo scopo.

Perchè Periscope?

La grande innovazione di Periscope, è che è un'app  basata sul live streaming. Tramite Periscope infatti gli utenti possono condividere in diretta ciò che capita loro in qualsiasi momento e luogo, purché dotati di smartphone e connessione internet ovviamente. Le possibilità di utilizzo sono davvero interessanti e mostrano l'evoluzione delle tendenze social: dalla potenza del testo a quella delle immagini, ed ora dei video. 

periscope live streaming
Periscope permette agli utenti di fare live streaming.


Come sempre però anche le più geniali invenzioni, messe nelle mani sbagliate, possono produrre risultati distorti, e Periscope non fa eccezione. In questi giorni si inizia infatti a parlare dell'utilizzo a luci rosse che ne fanno alcuni utenti, che si scambiano video da vietare ai minori di 18 anni, tanto che sono già state coniate delle declinazioni del nome poco carine, come Periscopare e, nella versione inglese, Peniscope.

Come funziona Periscope

Una volta scaricata l'applicazione dall'Apple Store o dal Google Play Store, anche voi potrete facilmente iniziare a pubblicare video in diretta per condividere con i vostri contatti i momenti della giornata che preferite. Periscope dispone di diverse funzioni, alcune delle quali sono state create in esclusiva per gli utenti Android. Tra queste c'è la scelta di quali notifiche ricevere tra Primo Streaming o Notifiche di condivisione. Nel primo caso vedrete i video dei contatti che seguite su Twitter che effettuano la loro prima diretta, mentre nel secondo i live streaming di chi ha già pubblicato almeno un video.

periscope meerkat
Meerkat è un'alternativa a Periscope, che permette di fare video streaming.


Se durante una diretta ricevete una chiamata o un sms, gli utenti che vi stavano visualizzando riprenderanno a vedervi dal punto in cui lo streaming si è interrotto.
Per tutti invece, sia Android che iOS, si può scegliere tra una diretta privata o pubblica, decidere se ricevere commenti da tutti o solo da chi si segue e apprezzare i video preferiti attraverso i “cuoricini”, che equivalgono ai Like.
Se siete interessati al video streaming, sappiate che esistono anche delle alternative a Periscope, alcune con scopi differenti, come Meerkat, Density e Peeq.


Il mondo delle app e dei social è in continuo divenire e in questi anni abbiamo visto come dall'efficacia del testo si sia passata a quella delle immagini e la tendenza prevista per il futuro punta sempre di più verso il liveo streaming, grazie ad app come Periscope. E voi, avete già iniziato ad utilizzarla?



Photocredits:

2. Wersm



giovedì 9 aprile 2015

Twitter festeggia 9 anni e guarda al futuro

Twitter festeggia nove anni e per l'occasione ha deciso di pubblicare i tweet indimenticabili che hanno segnato la sua storia. Ma il social non si è fatto prendere troppo dai festeggiamenti e in quest'ultimo periodo ha realizzato interessanti novità per i suoi utenti.

twitter logo
Il 21 marzo Twitter ha festeggiato il suo nono compleanno.


Il 21 marzo Twitter ha spento nove candeline. È infatti il 2006 l'anno di nascita di uno dei social network più rivoluzionari della storia, che ha contribuito ad innovare il mondo del giornalismo e della comunicazione. Dallo star system alla politica, Twitter ha cambiato le regole dell'informazione, incentrando tutto sull'immediatezza e la capacità di sintesi per creare engagement tra gli utenti, che ad oggi sono circa 280 milioni attivi al mese. Per festeggiare il suo compleanno Twitter ha deciso di pubblicare alcuni dei tweet che hanno fatto la storia, ma oltre a fare un viaggio nei ricordi, è bene sapere che il social ultimamente ha reso disponibili delle importanti novità.

I tweet che hanno fatto la storia

In questo periodo circolano in rete i tweet che hanno segnato la storia del social. Tra questi non si può non menzionare il primo tweet in assoluto, pubblicato dal co-fondatore Jack Dorsey alle 21.50 del 21 marzo del 2006, dando così il via al coro dei cinguettii. Bisogna aspettare invece fino al 23 agosto del 2007, prima che uno degli utenti proponga l'utilizzo degli hashtag, che hanno poi segnato profondamente il modo di comunicare su Twitter e non solo. Tra gli altri tweet storici che vogliamo ricordare, c'è quello pubblicato da Obama il 7 novembre del 2012, corredato anche da un'immagine di lui che abbraccia la moglie, a seguito del rinnovo del suo mandato presidenziale. Questo tweet è molto importante soprattutto per via dell'utilizzo della fotografia, che ha dato il via all'uso di determinate immagini sui social, che come abbiamo visto in uno degli ultimi post è estremamente importante.

tweet obama
Tra i tweet storici c'è quello postato da Obama in occasione del suo secondo mandato.


Se siete invece curiosi di sapere qual è il tweet più ricondiviso della storia, questo è il selfie di gruppo postato da Ellen De Generes in occasione degli Oscar del 2014. Altri tweet storici, questa volta nostrani, sono sicuramente il primo di Papa Ratzinger postato nel 2012, che è stato un vero e proprio evento globale. Ma da non dimenticare anche l'uso assiduo che ne fa il nostro presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, che ha addirittura twittato nel febbraio del 2014 la notizia che le nomine dei ministri erano finalmente pronte. E non dimentichiamo infine @AstroSamantha, ovvero Samantha Cristoforetti, che dalla Stazione Spaziale Internazionale fa sognare con i suoi tweet moltissimi followers.

Twitter: le ultime novità

Celebrare degnamente il compleanno è lecito e far fare agli utenti un viaggio fra i ricordi è emozionante, ma non bisogna dimenticare che Twitter guarda dritto al futuro e recentemente ha avuto in serbo per noi importanti novità. Un aggiornamento fresco fresco riguarda il fatto che adesso è finalmente possibile incorporare i commenti dei tweet nei contenuti ricondivisi. Questa funzione infatti prima non era possibile, mentre adesso l'utente avrà a disposizione i 140 caratteri per il suo commento, potendo però anche incorporare quelli del post che sta retwittando.
Un'altra novità riguarda il Quality Filter, una nuova funzione che permette di filtrare nelle notifiche i contenuti che contengono parole offensive, insulti, duplicati o contenuti provenienti da account sospetti. Per il momento però questo strumento è disponibile sono per gli account verificati che utilizzano per connettersi app iOs.

periscope
Periscope è la nuova app per il video streaming lanciata da Twitter.


Un'altra novità riguarda il lancio che Twitter ha fatto di Periscope, un'app che permette di fare video streaming in diretta. Se si vorrà fare lifecasting con Periscope si dovrà quindi essere dotati di un account Twitter e scaricare l'applicazione dal suo App Store. Probabilmente l'utilizzo di video in diretta al posto dei classici commenti sarà un trend destinato a crescere, come dimostra l'emergere sul mercato di alcuni rivali, come Streamago Social di Tiscali, che però a differenza di Periscope di appoggia a Facebook.



In nove anni Twitter è riuscito ad avere un impatto incredibile sul modo di fare comunicazione in diversi ambiti, come dimostrano anche i tweet storici pubblicati in occasione del compleanno del social. Giustamente però Twitter non si adagia sugli allori e continua a lavorare per proporci novità al passo con i trend del momento. E voi, avete un account su Twitter? Lo utilizzate frequentemente? Quali sono i tweet famosi che vi sono rimasti nel cuore?




Photocredits:

1. Adweek Blog Network
2. I media-mondo
3. GSite

giovedì 26 marzo 2015

Addio password, adesso ci pensa la biometria

La biometria è la nuova frontiera della sicurezza digitale, che permette agli utenti di essere identificati utilizzando diverse parti del proprio corpo, ma i dubbi e le perplessità sono ancora tanti, anche se non mancano soluzioni e proposte alternative.

biometria
La biometria sembra essere il futuro della sicurezza virtuale.


All'epoca dei tesori e lingotti d'oro c'erano i forzieri, poi pian piano ci siamo evoluti verso le casseforti, senza disdegnare un posticino sotto il materasso. Da quando però le cose più preziose da proteggere sono diventate virtuali, ci siamo abituati alle password. Spesso semplici per essere ricordate facilmente, con il passare del tempo le password sono diventate un vero problema per gli utenti, al seguito del moltiplicarsi dei canali nei quali è necessario proteggere la propria identità. Così molte volte non resta che scegliere un sistema non troppo sicuro, ovvero una password unica da utilizzare in tutti gli ambiti. Tutto questo però tra poco tempo potrebbe essere un lontano ricordo. Uno dei temi caldi della tecnologia è la biometria, ovvero l'utilizzo del corpo umano per l'identificazione sicura degli utenti. Da un po' di tempo alcuni colossi dell'hi-tech si sono lanciati nel settore. Se l'interesse verso quest'industria è alto, il motivo principale è che quello della sicurezza virtuale è un mercato miliardario che, secondo le stime, nel 2020 varrà 33 miliardi di dollari. Cerchiamo di capire quali sono i principali attori sulla scena, i dubbi e le alternative possibili.

Biometria: alcuni esempi di utilizzo

I dati biometrici sono davvero interessanti perché sono difficilissimi da riprodurre, se non a costi inarrivabili. Apple con TouchID è stata la prima ad introdurre questa novità per sbloccare gli iPhone attraverso la scansione delle impronte digitali e pare che con Apple Pay questa funzione diventerà indispensabile. Stessa cosa sta provando a fare Samsung con il Galaxy S6. Anche Microsoft si sta lanciando nell'impresa. Sembra infatti che con il nuovo sistema operativo Windows 10, che uscirà quest'estate, sarà possibile nativamente utilizzare il sistema di scansione dell'iride, del volto o delle impronte digitali.
Altra novità è 1U, una piattaforma applicativa che permette di usare il riconoscimento facciale al posto di username e password in ben oltre 15 mila siti in cui è necessario loggarsi. Anche Intel punta sul volto con TrueKey, un sistema di riconoscimento facciale che studia la geometria del viso e memorizza al suo interno tutte le password di tutti gli account.

biometria
Tra i dati biometrici più utilizzati figura senza dubbio la scansione dell'iride.


Se impronte digitali e riconoscimento facciale sembrano essere i sistemi alternativi più popolari alle password, ne esistono però anche altri. Eyelock e Myris puntano sulla scansione dell'iride, che in circa una quindicina di secondi ti permette di essere identificato.
In arrivo ci sono anche scansioni di altre parti anatomiche più fantasiose: c'è chi sta studiando la camminata, chi il naso e chi addirittura la forma dei glutei per sbloccare le automobili.
Per cercare di regolamentare questo mercato, le aziende più importanti del settore stanno tentando di trovare degli accordi al fine di rendere questi sistemi universali. A questo proposito è nato FIDO, un consorzio di aziende che lavora per la creazione di standard e modelli da seguire, pubblicati in un report del 2014.

Biometria: un problema di fiducia

I dubbi sulla sicurezza di questi sistemi restano però tanti e molte aziende si stanno muovendo per cercare di porvi rimedio. Qualcomm ha presentato il prototipo di lettura dell'impronta usando gli ultrasuoni, che dovrebbe generare una sorta di ecografia in 3D molto più difficile da simulare. Una startup cinese ha brevettato Vkansee, un lettore che quadruplica la qualità dell'immagine scattata al dito, passando da 500 ppi a 2000 ppi, in grado di eliminare i falsi positivi. Nel sistema bancario si inizia già ad utilizzare la scansione delle vene del dito, più difficili da ricreare rispetto alle impronte.
Il problema principale, spiega David Emm, Principal Security Researcher di Kaspersky, è che quando una password viene compromessa si può sostituire, ma lo stesso non si può fare con i dati biometrici. Se questi dati non sono conservati in maniera sicura, il loro furto è molto più pericoloso di quello di una password. Sicuramente nel futuro queste tecnologie verranno perfezionate, ma bisogna mettere in conto i molti errori che verranno fatti lungo il percorso e di cui a farne le spese saranno proprio gli utenti.

biometria
Uno dei principali dubbi sulla biometria è proprio sul fronte della sicurezza.


Biometria e dintorni

La biometria è indubbiamente affascinante, ma non è l'unica alternativa all'abbandono delle password. Yahoo! infatti si sta muovendo verso l'eliminazione delle password per l'accesso ai propri servizi tramite quelle "on demand". Il meccanismo prevede l'eliminazione del concetto di password tradizionale e l'uso di quelle usa e getta, che verranno richieste direttamente dall'utente e saranno ricevute via SMS o app, per loggarsi al servizio necessario.
Sulla stessa idea sta lavorando anche Twitter attraverso il sistema Digits, costituito da tre step: il primo passaggio prevede l'autenticazione via numero di telefono, successivamente si dà il proprio numero e infine si digita il codice ricevuto via SMS. Questi due sistemi hanno però un rischio intrinseco molto elevato, in quanto non prevedono un sistema di sicurezza in caso di furto di cellulare. Altra proposta è Yubico, che propone una serie di chiavi USB e NFC compatibili con pc, tablet e smartphone in grado di farti accedere a tutti i servizi online e offline.



Uno degli obiettivi della biometria è quello di rendere la nostra vita più dinamica e semplice, utilizzando il minor sforzo mentale possibile. Purtroppo però tutto ha un prezzo e prima di arrivare ad un sistema perfettamente sicuro, dovremo probabilmente pagarne un po' le spese. Voi utilizzate già qualcuno dei sistemi biometrici più diffusi? Avete qualche suggerimento da condividere per ricordare le proprie password nell'attesa che la tecnologia si perfezioni?




Photocredits:

1. Cor.com
2. AgeMobile
3. Daily Genius